SOCIETA'
ITALIANA DI ALCOLOGIA
DIRETTIVO NAZIONALE
Gruppo
di Lavoro: Alcol, Psicologia Clinica e Psichiatria
Coordinatore:
Fabio Madeddu (Milano)
In collaborazione con Ines Giorgi (Pavia) e
Caterina Viganò (Milano)
L'alcolismo
ha da sempre rappresentato una problematica di notevole interesse sia per la
Psichiatria che per la Psicologia Clinica; alle radici di questo interesse si
ritrova la rilevante presenza di un disagio psichico che induce, accompagna e
alimenta nel tempo le condotte di abuso e dipendenza.
L’area
psichiatrica si è focalizzata, soprattutto negli ultimi anni, sugli aspetti
diagnostici e di trattamento farmacologico mentre quella legata alla psicologia
clinica ha cercato di chiarire e affrontare cause ed effetti con gli strumenti
suoi propri, meno codificabili ma di grande rilevanza teorica e terapeutica. In
generale, l’incontro fra queste due discipline e le diverse dimensione delle
problematiche legate all’alcol ha prodotto numerosissime riflessioni e
prospettive che corrono il rischio però di lasciare l’operatore alle prese
con uno scenario poco integrato o contraddittorio.
Alcolismo e Psichiatria -
La
pratica clinica dimostra fenomeni di comorbilità molto frequenti tra alcolismo
e disturbi psichiatrici e ciò trova conferma nei dati epidemiologici che
quantificano la frequenza della loro associazione.
Esaminando alcuni studi sull’argomento pubblicati negli ultimi dieci anni, emerge chiaramente un’associazione significativa tra alcolismo e patologie psichiatriche, unanimemente evidenziata da tutte le ricerche: le stime di comorbilità raggiungono il 70%.
Seppure l’intero spettro psicopatologico possa accompagnare condotte di abuso e dipendenza da alcol, si possono individuare in particolar modo quattro categorie nosografiche prevalenti: Disturbi Affettivi, Disturbi d’Ansia, Disturbi Psicotici e Disturbi da Uso di altre sostanze psicoattive; di potenziale grande interesse risulta anche l’area legata al Post Traumatic Stress Disorder (PTSD).La relazione tra alcol e
patologie psichiatriche appare estremamente complicata alla luce della
considerazione che molti disturbi mentali possono essere o all’origine o
conseguenza del bere problematico e, indipendentemente da quale sia la patologia
primaria, questa influenzerà significativamente l’insorgere, il decorso e il
mantenimento nel tempo dell’altra.
La
presenza di molteplici fattori di rischio, che agiscono sinergicamente come
con-cause per lo sviluppo di condotte di dipendenza, assume particolare
rilevanza alla luce del dibattito ancora fervente sulle cause dell’alcolismo.
Un altro versante di questa complessa relazione è rappresentato dalla relazione fra Alcolismo e Disturbi di Personalità. La ricerca empirica in questa prospettiva, pur dimostrando una consistente comorbilità tra Disturbi da Uso di Sostanze e Disturbi di Personalità (DP), ha infatti messo in evidenza una relazione significativa ma complessa tra le due categorie nosografiche smentendo l’ipotesi dell’esistenza di una Addictive Personality cioè di un substrato personologico ben definito che accomuni tutti gli alcolisti predisponendoli al ricorso alla sostanza.
La complessità della relazione tra Alcolismo e DP sembra essere confermata dalla eterogeneità delle diagnosi di Asse II associate alla Dipendenza da Alcol; non sorprende tuttavia che le maggiori stime si ottengano per i Disturbi di Personalità del Cluster B, tradizionalmente associati all’impulsività, all’instabilità affettiva e a un’identità fragile.
Il problema della personalità del paziente alcolista assume rilevanza anche in funzione della pianificazione dell’intervento terapeutico, condizionando in maniera determinante l’adesione al contratto e la compliance al trattamento stesso. Infine, non sono da sottovalutare le ricadute delle condotte di dipendenza sull'inquadramento diagnostico del paziente e sulla stabilità della diagnosi nel tempo.
Alcolismo
e Psicologia Clinica - Il
sogno di una cartella alcologica, coltivato da molti anni da diversi operatori
in vari contesti, potrebbe divenire realtà
per quanto riguarda l’area psichica, alla luce dell’esperienza
clinica e di ricerca maturata e dell’affinarsi delle tecniche di assessment.
Poter disporre di un
percorso diagnostico comune e condiviso di valutazione del paziente é senza
dubbio una risorsa con ricadute di notevole rilevanza per quel lavoro di rete
che qualifica l’agire in ambito alcologico e delle dipendenze in genere.
La consapevolezza degli
ostacoli e delle difficoltà incontrate fino ad ora dovrebbe orientarci verso
l’adozione di un modello articolato che possa essere adottato da servizi con
caratteristiche e risorse diverse, ma che condividano la necessità di definire
alcune variabili rilevanti per tutti e approfondirne altre, specifiche per
filoni di ricerca.
Alcune variabili
psicologiche sono state riconosciute associate alle problematiche di aderenza ai
trattamenti e all’esito degli stessi, fra queste i livelli di ansia, sia di
stato che di tratto, il tono dell’umore, l’instabilità emozionale e altre
caratteristiche di personalità quali ad esempio l’oppositività e la scarsa
tolleranza alle frustrazioni che, pur non configurando un disturbo di personalità,
caratterizzano l’alcolista e rendono problematico il mantenimento della presa
in carico.
L’utilizzo di criteri
comuni e strumenti solidi da un punto di vista psicometrico per la definizioni
delle variabili elencate potrebbe essere un obiettivo perseguibile.
Dall’altro canto,
l’attenzione della Psicologia Clinica dovrebbe focalizzarsi non solo su
variabili intrapsichiche, ma porre l’attenzione su aspetti relazioni e
psicosociali in genere. La storia di malattia e la storia della cura sono senza
dubbio capitoli importanti, la cui
raccolta viene lasciata all'esperienza e alla professionalità dei diversi
operatori, ma che potrebbe essere percorsa liberamente,
seguendo dei nodi predefiniti sui quali vi sia ampio consenso. Si può
pensare a una sorta di mappa che descriva il percorso dell’alcolista e che
possa essere aggiornata in tempi e da persone diverse, cercando di restituire
continuità e senso ad una frammentazione di esperienze.
In ambito familiare
potrebbe essere stimolante studiare la figura del caregiver, di cui sono note le problematiche per quanto
riguarda le patologie croniche disabilitanti, ossia il sovraccarico emozionale,
il bisogno di conoscere meglio le dimensioni e le caratteristiche del problema
che riguarda il proprio congiunto e il personale scadimento della propria qualità
di vita.
Infine, una tematica
attuale, sovente subita dagli operatori, é la necessità di disporre di indici
di outcome che caratterizzino e qualifichino il nostro operare in ambito
psichico. Non é facile trovare soluzioni semplici in grado di quantificare un
processo così complesso, ma potrebbe essere un modo per chiarire a
noi stessi le potenzialità, nonché i limiti del nostro lavoro.
Progetto
Lo scopo che questo gruppo si prefigge è quello di creare una rete di collegamento per integrare i contributi e rendere proficuo il confronto tra i soci SIA che abbiano già mostrato interesse per queste tematiche; ciò al fine di creare un linguaggio comune per agevolare lo scambio tra gli operatori che a vario titolo si occupano di alcol-dipendenza.In linea generale, sono state individuate tre possibili aree di ricerca.
La prima di queste, Alcol e Comorbilità Psichiatrica, riguarda la comorbilità psichiatrica in senso classico e tradizionale con particolare riferimento alle patologie di Asse I e con tutte le implicazioni in termini di trattamento farmacologico e impostazione del lavoro riabilitativo; la Dott.ssa Caterina Viganò, di Milano, coordinerà questa prima area.
Un secondo tema è invece legato allo specifico degli Interventi Gruppali, da sempre strumento d'elezione nel trattamento delle condotte di abuso e dipendenza da alcol; l'approfondimento di questa area nelle sue implicazioni psichiatriche e cliniche sarà coordinato dalla Dott.ssa Ines Giorgi di Pavia. Infine, un'ultima area riguarda l'intreccio tra Alcol e Personalità in tutte le sue diverse sfaccettature e verrà coordinata dal Dott. Fabio Madeddu. Fra gli argomenti che potrebbero risultare di comune interesse, oltre a quelli già indicati, potranno eventualmente essere considerati anche: